Trieste
Il magazzino dei Venti – BORA MUSEUM
L’Idea di un museo dedicato alla Bora è assai recente, se così si può definirlo è ancora in fase di
rodaggio.
Il magazzino dei Venti – BORA MUSEUM ha sede in Via Belpoggio 9 ed è visitabile su
appuntamento chiamando il numero 040-307478. Maggiori informazioni si possono trovare al sito o contattando l’indirizzo e-mail: museobora@iol.it
La Bora
La Bora è un vento continentale, fresco e secco che soffia a Trieste da Est-Nord-Est.
Il nome deriva dal latino “boreas" (greco "boréas")
Essa ha origine nell’Europa centro-orientale dall’anticiclone russo, una massa d’aria di alta pressione che tende a precipitare nelle depressioni originatesi nell’Adriatico.
La corrente d’aria scende verso il mare passando attraverso i valichi tra i monti Croati Kapela e le Alpi Giulie. Nella sua calata si oppone al suo passaggio il Monte Nevoso che la divide in due flussi:
uno si dirige fra il Mt. Nevoso e i monti Kapela e Velebit investendo Fiume e il Quarnaro e giungendo sino in Dalmazia, l’altro diretto al valico di Postumia, dilaga attraverso l'altipiano carsico e si abbatte su Trieste e il suo golfo.
L’ultimo citato è il flusso che ci riguarda.
Questi, giunto a margine dell’Altipiano carsico alle spalle di Trieste, precipita sulla stretta fascia costiera e sul mare da più o meno 300 m d’altezza e la sua velocità aumenta rapidamente con la discesa.
In altipiano la velocità della bora è circa 4/5 di quella che viene raggiunta in città, ma presentandosi più uniforme, risulta più fredda.
In città la bora può raggiungere una velocità media di 50-80 km/h, ma le raffiche possono giungere a sfiorare i 170 km/h e si manifestano in modo particolarmente violento.
Giunta nel golfo, al largo, continua a soffiare sul mare su un fronte di 30 km circa, senza mutare direzione e velocità.
Essa muore in Veneto: a Chioggia ( dove arriva con velocità ridotta di un terzo ) e al Lido di Venezia (dove giunge ridotta di molto la sua velocità e violenza).
A seconda dell’intensità e delle caratteristiche i triestini ricorrono a diversi termini per definirla:
· Borin -> tramontana
· Boron -> bora molto forte
· Boraza -> bora violenta e fastidiosa ( termine spregiativo )
· Borineto -> bora leggera
· Refolo -> raffica, folata di vento
· Bora chiara -> bora “anticiclonica” determinata da alte pressioni del retroterra continentale
Il cielo risulta sereno e la durata del fenomeno limitata
· Bora scura -> bora “ciclonica” dovuta al passaggio di depressioni sulla penisola italiana
Il cielo si presenta scuro e la bora sui abbatte sulla città per un paio di giorni accompagnata da precipitazioni
La direzione della bora rimane costante a Trieste, poiché viene determinata dall’ orientamento geografico della valle lungo la quale discende al mare.
La costanza di direzione è una delle sue principali caratteristiche e permette di affrontarla e difendersi meglio dalle sue raffiche.
Recentemente è stato creato dall’AIAT di Trieste l’itinerario
“I LUOGHI DELLA BORA, Un’ itinerario (dis)ordinato per non perdersi un refolo”
Le tappe di questo percorso sono i punti dove la “Signora di Trieste”
si mostra in tutta la sua potenza.
- La “Sacchetta”
Il porticciolo in cui, al soffiare del vento, le barche attraccate ondeggiano alquanto rumorosamente
- Il Molo Audace
Nei giorni di forte vento è una bella impresa giungere fino alla sua estrema punta, una volta lì, guardate la rosa dei venti tra Est e Nord-est... Scorgerete una faccia familiare!
- Ponterosso e Canale di Ponterosso
- Piazza Unità
- Via della Bora (Si chiamerà così per qualcosa no?!)
“...quando soffia, ella impedisce ai pedoni il transito più per questa contrada che per qualsiasi altra, e questo è il solo motivo per cui le fu imposto il nome di Bora, che le è naturale.”
Antonio Tribel, Via della Bora (da “Una passeggiata per Trieste” - 1884)
- San Giusto
- Via San Nicolò
All’ angolo tra via San Nicolò e via Dante potrete scorgere un illustre concittadino sfidare la bora mentre si dirige a quella che un tempo fu la sua libreria…
- San Giacomo
In questo quartiere, più precisamente nella via Molino a Vento, sorsero a metà del 700 dei mulini.
Furono tuttavia chiusi poiché la posizione troppo esposta al vento si rivelò inadatta.
Vi si trova anche “via del Vento”...che sia sintomatico di quel rione?!?!
- La sella della Bora
Luogo della Val Rosandra ai piedi del monte Carso da cui la Bora “prende la rincorsa” per arrivare in città...
Vi si giunge partendo dal Rifugio Premuda, seguendo le indicazioni per il sentiero 38 e imboccando, dopo l’acquedotto romano, la salita sulla destra.
E infine quello che i Triestini ritenevano fosse il miglior luogo per evitarla…
Le cosiddette FODRE : un dedalo di stradine della città vecchia ormai scomparse, che permettevano di ripararvisi (come nella fodera di un cappotto appunto)