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L' Antiquarium di Borgo San Sergio

Trieste

I due acquedotti romani e l’Antiquarium di Borgo San Sergio (Via Donaggio 17)


Tergeste era dotata di un ottimo rifornimento idrico grazie alla presenza di due acquedotti.
Di uno non restano più tracce, se non nella toponomastica; basti pensare all’antica denominazione del Viale XX settembre: ( Via dell’Acquedotto ) e alla limitrofa via dei cunicoli.
Il percorso dell’acqua, proveniente dal Monte Spaccato, iniziava in corrispondenza della chiesa di S. Pelagio (primo nucleo abitativo di San Giovanni di Guardiella) e scorreva sotto il già citato Viale XX settembre fino a giungere presso il Teatro Romano.
L’acquedotto fu distrutto alla fine del VI secolo dai Longobardi, ma nel 1750 fu ricostruito per volere di Maria Teresa d’Austria.
In tale occasione fu prolungato sino a Piazza Unità e utilizzato per alimentare alcune fontanelle private (nei cortili o giardini case che si trovavano lungo il tragitto come per esempio in via Pindemonte, viale XX settembre, via Giulia..) e importanti fontane pubbliche (alcune delle quali scomparse):
- la fontana di Via della Zonta
- la fontana della caserma grande (Piazza Oberdan)
- la fontana del Giovannin in piazza Ponterosso
- la fontana del Nettuno (ora in piazza Venezia ma una volta situata in piazza della Borsa)
- la fontana dei leoni davanti S. Antonio Vecchio (nome popolare per la chiesa della
Beata Vergine del soccorso che si affaccia su piazza Hortis, allora piazza Lipsia)
- la fontana dei quattro continenti di Piazza Unità d’Italia (allora piazza San Pietro)

Dell’altro si è invece ben ricostruito il tragitto e restano visibili alcuni tratti della costruzione.

Il suo percorso di quasi 17 km iniziava in località Bagnoli, presso la fons Oppia (ai piedi del M.te Carso) dove le acque del torrente Rosandra erano incanalate e fatte scorrere lungo la valle formata dal torrente stesso; giungeva sino via dell’Istria (come ci ricorda una targa posta all’angolo con Via Fonte Oppia), attraversava San Giacomo, giungeva all’apice di Via San Michele e, attraverso via della Galleria (che deve il suo nome alla conduttura dal soffitto a volta nascosta sotto il manto stradale), scendeva per un tratto di via della Cereria, via della Valle, via Madonna del Mare, sino a giungere in via del Bastione.

Sembra fosse in grado di fornire alla città 5800 m3 d’acqua al giorno e che nella zona della Val Rosandra fosse presidiato da vedette militari inserite in grotte sui fianchi della Vallata.

Fu costruito alla metà del I sec d.C.
E’ costituito da una conduttura (specus) fatta di pietre squadrate e laterizi, alta circa 1 metro e larga mezzo.


All’interno il rivestimento impermeabilizzante è in malta e frammenti
di laterizi (opus singinum). La copertura è piana o a volta.
Vi sono anche, a distanze non uniformi, dei pozzetti destinati alla pulizia e al
controllo del canale (lumina)

In seguito a lavori eseguiti tra il 1976 e il 1977 in zona Borgo San Sergio dall’
I.A.C.P. (Istituto autonomo case popolari) sono stati resi visibili due tratti: 5
pozzetti per ispezionare l’acquedotto e il canale dell’acquedotto stesso scavato
nello strato marmoreo-arenaceo
Inoltre a monte dell’Acquedotto sono stati individuati i resti di un edificio, probabilmente la parte
rustica di una villa romana, di cui restano frammenti di coppi e tegole provenienti dalla copertura.
Infine sono stati rinvenuti in una fossa di scarico alcuni frammenti di vasellame da cucina, databili alla metà del I sec. d.C.

Visitando l’antiquarium di Borgo San Sergio, che dipende dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Archeologici, Artistici e Storici del Friuli-Venezia Giulia, sono visibili il canale dell'acquedotto, uno dei cinque pozzetti d’ispezione e i materiali archeologici ritrovati in zona. Il sito non è facilmente reperibile in quanto completamente circondato da abitazioni e per nulla segnalato.

Orario di visita = Sabato dalle 10 alle 12

Ingresso = Ingresso gratuito


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