Trieste
Palazzo Revoltella, Villa Sartorio e Casa Morpurgo
PALAZZO REVOLTELLA
Palazzo Revoltella, costruito tra il 1852 e il 1859 quale dimora del Barone Pasquale Revoltella (1795-1869), fu progettato dall’architetto berlinese Friedrich Hitzig e realizzato
dal triestino Giuseppe Sforzi in stile neorinascimentale.
Revoltella, collezionista e appassionato d’arte, lo edificò con l’intento di donarlo, una volta defunto, alla città, perché vi fosse istituito un museo di arte moderna.
La musealizzazione dell’edificio risale al 1872.
Da allora il patrimonio artistico è notevolmente aumentato, facendo del Revoltella, una delle gallerie di arte Moderna più importanti d’Italia e rendendo necessario l’ampliamento degli spazi espositivi.
Tale ampliamento è stato reso possibile inglobando due case adiacenti, da tempo proprietà comunale ( la casa ex Brunner e la Palazzina ex Basevi di Via S. Giorgio 3 ) e fu realizzato dall’architetto Carlo Scarpa.
Attualmente il museo è delimitato dalle Vie Daiz, Cadorna e San Giorgio, vanta 4000 mq di esposizione e più di 350 opere scultoree e pittoriche disposte su 6 piani.
L’edificio presenta sulla sommità della facciata che da su Piazza Venezia quattro statue dello scultore Eugenio Bosa ( lo stesso delle statue della facciata di S. Antonio Taumaturgo ). Splendidi gli arredi e preziosi i pavimenti in legno intarsiato.
Da segnalare una curiosità: l’esistenza di due periscopi che dalla residenza del Barone gli permettevano di osservare, indisturbato, quanto accadeva in Via Lazzaretto Vecchio e su Piazza Venezia ( un tempo piazza Giuseppina in memoria dell’imperatore Francesco Giuseppe, Figlio di Maria Teresa sotto il quale a fine 700 avvenne l’espansione di quest’area cittadina e la costruzione delle nuove rive ). I fori entro cui sono collocati i periscopi sono tuttora perfettamente visibili all’esterno dell’edificio.
PATRIMONIO ARTISTICO DEL MUSEO
Il Museo ospita mostre temporanee di alto livello, spesso dedicate ad artisti cittadini o regionali. All’interno del Museo è inoltre presente un auditorium, sede di concerti, conferenze e spettacoli.
Durante i mesi estivi, è in funzione un caffè aperto fino a mezzanotte sulla panoramica terrazza situata al sesto piano dell’edificio.
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Orario di apertura = Da settembre a metà luglio:
9-13.30. dal lunedì al sabato, 16-19 la domenica, chiuso il martedi.
Da metà luglio a settembre: apertura prolungata sino a mezzanotte:
il giovedì, il venerdì e il sabato.
Ingresso = intero 6 €, ridotto 4 €
Via Diaz 27
Tel 040-6754350 / 040-6754158
Fax 040-6754137
e-mail: revoltella@comune.trieste.it
sito internet: www.museorevoltella.it
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VILLA SARTORIO
L’origine della villa risale al 1791. L’aspetto odierno è opera di Nicolò Petrsch, brillante architetto triestino che nel 1838 ampliò ed ammodernò ( in stile neoclassico ) la residenza di Giuseppina Fontana e del consorte Pietro Sartorio.
La Famiglia Sartorio, originaria di San Remo, scelse di stabilirsi a Trieste nel 1755, per le agevolazioni derivanti dal Porto Franco. Qui aprirono una filiale della loro azienda che commerciava granaglie e la direzione fu affidata al già citato Pietro, da cui ebbe origine il “ramo triestino” della famiglia.
L’ultima discendente di questa famiglia, la Baronessa Anna Segrè ( 1861 – 1946 ) fece un lascito in favore del comune di Trieste affinché, alla sua morte, la Villa, il Parco e i capolavori d’arte in essi contenuti, divenissero patrimonio civico fruibile.
Tale desiderio non fu subitamente realizzato, in quanto alcuni ambienti della casa erano requisiti dal Governo Militare Alleato che li utilizzava come scuola per 150 ragazzini, figli
di Ufficiali americani, e quale residenza per le maestre.
Per sollecitare il loro abbandono della villa, il 2 settembre 1949 furono inaugurate cinque sale espositive. Finalmente, il 14 settembre 1953 la Villa venne requisita e il Civico Museo Sartorio potè essere inaugurato il 18 marzo del 1954.
La villa, protetta da un muro che ne impedisce la vista completa, si articola in un pianoterra, due piani, una soffitta e un sotterraneo ( in cui sono visibili resti di una casa romana del I sec d.C. ).
Gli interni conservano gli arredi originali tra cui spiccano esempi di gusto Biedermeier, Rococò e una sala in stile Neogotico.
Al patrimonio museale si sono aggiunti lasciti della famiglia Costantinides che ha finanziato anche i progetti del recente restauro ( 2006 ) della Cappella, della cucina, della rimessa di carrozze, dei magazzini, di alcuni spazi espositivi e della serra al cui interno è stato ricavata una Sala polifunzionale dedicata alla memoria di Giorgio Costantinides (1920 - 1992 ).
Da segnalare =
Il trittico di Santa Chiara, preziosa opera lignea attribuita a Paolo e Marco Veneziano, datata 1328.
La collezione Rusconi Rusconi-Opuich - circa 2500 pezzi di pittura, disegni, stampe, gioielli, ventagli, tessuti e argenteria - e quella Stavropulos Stavropulos, che espone opere di pittura e scultura dall'arte antica al '900.
Maioliche e ceramiche tra cui una collezione di manifatture triestine tra 700 e 800
254 disegni di Giambattista Tiepolo
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Orario di apertura = dal martedì alla domenica
Ingresso = Solo museo: intero 3 €, ridotto 2 €
Se è presente una mostra: Intero 4,5 €, ridotto 3 €
Largo Papa Giovanni XXIII, 1
Tel 040-301479
sito internet: www.triestecultura.it
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CASA MORPURGO
L’appartamento, sito al secondo piano dell’edificio progettato in stile neorinascimentale dai triestini Giovanni e Ruggero Berlam nel 1875, fu donato al comune nel 1943 dal suo ultimo proprietario: Mario Morpurgo de Nilma.
Rappresenta uno degli esempi più completi del arredamento e del gusto di fine Ottocento, tanto da essere utilizzato dal regista Sandro Bolchi, quale ambientazione dello sceneggiato “La coscienza di Zeno” tratto dall’omonimo romanzo sveviano.
Nell’appartamento trovano la loro originaria collocazione tappezzerie, mobili ( in parte di produzione triestina ), tendaggi, decorazioni, lampadari di manifattura muranese e cristalli di Boemia; assieme a pitture, stampe, libri, stoviglie d’epoca e porcellane.
L’arredamento presenta pezzi di stile impero, rinascimentale, neobarocco, moresco e neorococò e le varie sale sono dominate da precise scelte cromatiche.
Da segnalare:
Due preziosi di porcellana francese Pillivuyt recanti il monogramma dei Morpurgo, Xilografie e litografie di Jacques Callot, Giandomenico Tiepolo, Francesco Bartolozzi, Max Klinger ecc.
Orario di apertura = Dal martedì alla domenica 9–13 ( Mercoledì 9-19 ),
chiuso il lunedì.
Ingresso = Intero 2 €, ridotto 1 € - Visite guidate 2 €
Nota:
Presso il primo piano del Palazzo sono attualmente in fase di riallestimento:
il Civico Museo di Storia Patria ( che documenta la storia e l’evoluzione cittadina ) e la raccolta artistica, donata al Comune nel 1952, da Socrate Stavropulos (che include opere d’arte di svariata provenienza con occhio di riguardo alla produzione del XIX sec.)
Via Imbriani 5
Tel 040-366030