Trieste
Il CASTELLO di SAN GIUSTO
Il Castello di San Giusto può essere considerato uno dei simboli della nostra città.
Sorge sulla sommità del colle omonimo, che tra quelli cittadini è il più alto sul livello del mare.
Il luogo è stato insediato sin dall’Età del ferro ( 1000 a..C. ).
A quell’epoca vi sorgeva un castelliere (la tipologia di fortificazione che sorgeva in area alto-adriatica durante la preistoria) finalizzato al controllo del territorio circostante.
Da esso si sviluppò il centro abitato di Tergeste (il cui nome sembra derivi dal termine indoeuropeo TERG, che significa mercato, e il suffisso veneto ESTE, ovvero città).
Con il secondo secolo avanti Cristo la città venne conquistata dai romani.
Il loro accampamento si estese lungo il pendio del colle che digrada verso il mare, ed il suo nucleo, fu ovviamente posizionato sulla sua sommità.
Vi sorsero anche importanti edifici pubblici:
Bisogna attendere però più di un millennio perché venga posta la prima pietra
dell’attuale castello.
Nel 1382 Trieste, esasperata dal fatto di essere continuamente contesa tra la Repubblica
Veneziana e l’Austria che se ne contendono il possesso e ne minacciano l’indipendenza,
sottoscrive un atto di “spontanea dedizione” alla corona austriaca.
Grazie ad esso manteneva una formale autonomia amministrativa, assicurandosi però la
protezione imperiale, esercitata tramite la nomina di un Capitano che assolveva alle
funzioni di capo militare della città.
Nel 1470 1470, per volere dell’allora imperatore Federico III viene iniziata, sulla sommità del colle capitolino, la costruzione di una casa fortificata che fungesse da abitazione per il Capitano Imperiale, suo rappresentante in città.
Quell’edificio di forma rettangolare disposto su due piani, ospita attualmente il museo
storico, ed è noto appunto come “Casa del Capitano”.
Durante la dominazione veneziana (1508-1509) ne venne progettata un’espansione.
L’idea era quella di una fortezza di forma triangolare dotata di tre bastioni ai suoi vertici.
Il primo ed unico bastione costruito dalla Serenissima risale al 1508 1508.
E’ noto sia come bastione veneto che come bastione rotondo rotondo.
Appena 40 anni dopo, nel 1545 1545, fu realizzato, di forma poligonale, il bastione sud-est (adestra della casa del Capitano) noto come Bastione Lalio (dal nome dell’architetto Domenico Lalio) o Bastione Hoyos (dal nome del capitano imperiale – Giovanni de Hoyos – che ne commissionò la costruzione).
Il versante del colle che da verso l’entroterra continuò a restare privo di difesa in quanto
si dava per certo che il pericolo potesse provenire solo dal mare o dalla città stessa.
Il completamento della fortezza si ebbe solo nel 1630, quando fu eretto il Bastione Fiorito o Pomis (dal nome del progettista Pietro de Pomis).
Nonostante il castello sia ora concluso a tutti gli effetti, bisogna precisare che non fu mai utilizzato a fini bellici, infatti, come già rilevato dai suoi contemporanei, si sarebbe
rivelato inadatto per resistere a lungo a qualsivoglia assedio o attacco.
Si ricordano solo due episodi degni di rilevanza storica:
Col 1750 cessò anche la sua funzione di residenza del Capitano (questa fu trasferita nei
pressi dell’attuale Tergesteo) e il Castello si limitò a fungere da caserma o carcere di vario genere (per donne di malaffare ma anche, durante il risorgimento, come prigione
politica).
Nel 1930 l’edificio passò nelle mani del Comune, fu musealizzato e, con una serie di
interventi mirati, venne riportato all’aspetto seicentesco.
Sempre negli anni ’30 vennero collocati nel vestibolo del castello gli stemmi lapidei di
molte nobili famiglie Triestine (le cosiddette “tredici casade”, discendenti da famiglie
patrizie romane e riunite, dal 1246 in una confraternita).
Tali stemmi provenivano da antiche case della zona di Città Vecchia allora demolite per far spazio alla via del Teatro Romano e alla Casa del Fascio (odierna questura).
Percorso il ponte levatoio d’accesso ed attraversato l’atrio atrio si noteranno sulla destra l’ingresso alla Casa del Capitano e al cortile delle milizie milizie, e sul fondo una scala che permette di accedere al bastione rotondo.
Entrati nella zona museale ci si trova subito in una cappella del 1470 dedicata a San Giorgio. La volta a vele porta al centro lo stemma di Federico III d’Asburgo, committente della costruzione. Le suppellettili esposte non sono quelle originarie ma provengono dalle collezioni dei civici Musei di Storia ed Arte.
Attraverso uno scalone a doppia rampa elicoidale elicoidale, si accede al I piano.
Dapprima si accede all’antisala antisala che espone antiche vedute cittadine (incisioni, stampe, disegni.. ) e cassapanche risalenti al XVIII secolo.
Successivamente ci si trova nella Sala Caprin Caprin. Essa occupa per altezza 2 piani dell’originaria casa del Capitano e riunisce alcuni degli arredi appartenuti a Giuseppe Caprin (storico e patriota triestino, 1843-1904). Fu il Comune ad acquistarli, presso gli eredi, nel 1933. Pregevole il soffitto a cassettoni che incornicia una tela di Andrea Celesti (1639-1700), raffigurante il Trionfo di Venezia.
Salendo al secondo piano si incontrano i 3 camminamenti coperti che ospitano l’Armeria Armeria Armeria.
Essa ospita le collezioni di Armi dei Civici Musei, notevolmente accresciute grazie all’acquisizione dalla collezione personale di Giuseppe Caprin (acquistata nel 1894) e a
quella di Giuseppe Sartorio (donata nel 1910).
Le armi sono suddivise per tipologia (armi bianche, armi da getto, da fuoco...) e coprono un arco temporale che va dal XII al XIX secolo.
Inclusa nel biglietto è la visita al Lapidario Tergestino presso il Bastione Lalio, per la quale si rimanda alla relativa scheda.
Orario di apertura = Da martedì a domenica 9-13. Chiuso il lunedì.
Ingresso = Castello di San Giusto +
Lapidario Tergestino al Bastione Lalio ( v. scheda )
( intero 3.5 €, ridotto 2.5 € )
servizio didattico e/o visite guidate 2 €
Piazza della Cattedrale 3
Tel 040 – 309362